Santa Lucia: recito l’antica filastrocca siciliana che spiega perché…

Lo sapevate che in Sicilia per Santa Lucia non si mangia né pane né pasta, ma solo la “cuccìa”, semplice grano cotto (con ricche variazioni) e quelle palle di riso ripiene e fritte che spaccano la Sicilia in due, una che le chiama “arancine” e l’altra “arancini”? Il perché ce lo dice un’antica filastrocca che mi ha regalato un’amica, e che vi recito io. https://www.youtube.com/watch?v=42NUbVbsee4

Acqua… nonostante il bandito Giuliano

Abbeveratoio costruito da mio padre insieme a tante strade e ponti nella zona dell’Alto e Medio Belice. Quando tornava, stanco morto, io mi precipitavo a togliergli gli scarponi con un dito di fango indurito ancora attaccato alle suole. Avevo meno di dieci anni, e per me era una via di mezzo fra un gioco e un privilegio; poi, diventato papà anch’io, ho capito quanto si godesse quel momento di ritorno a casa. Fino a qualche anno prima la zona era stata dominio della banda di Salvatore Giuliano, e in più di un’occasione gli era capitato di essere rinchiuso in un casolare o in una stalla con i suoi assistenti “perché doveva passare Turiddu”, e nessuno doveva vedere.