Stupidità da export

Irlanda, no vax italiano convince paziente Covid a lasciare l’ospedale: “Qui ti uccidono”. Il poveretto torna a casa e muore.
Abbiamo un surplus di stupidità, e l’esportiamo.
P.S.: ovviamente il convincitore sta passando guai con la giustizia. Ne risulta confermata ancora una volta la definizione di “stupido” del grande Carlo M. Cipolla: «Una persona stupida è una persona che causa un danno a un’altra persona o gruppo di persone senza realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo un danno».

Per fortuna c’è Lui. Il Grande Statista.

Pensavo che i più grandi problemi che abbiamo davanti fossero:

– come approfittare al meglio del Recovery Fund, l’unica occasione di rilancio del paese, e quindi per i nostri figli e nipoti, offertaci dalla storia negli ultimi settant’anni;

– come impedire che il COVID19 continui a fare centinaia di morti al giorno, e che torni a bussare a ondate successive portandosi via affetti e distruggendo permanentemente la nostra economia;

– come imparare dalle grandi lezioni che ci sta dando il COVID

– la necessità di un’Europa coesa, forte, autosufficiente nei settori strategici e sburocratizzata, anziché frantumata in paesi in concorrenza fra loro, spesso a loro volta divisi – come l’Italia – in regioni spesso male amministrate e in contrasto con il potere centrale;

– come tornare a fare scuola in vera sicurezza, e cioè pensando anche al problema trasportI;

– come impedire che mentre i nostri occhi rimangono puntati sul nostro ombelico, personaggi come Erdogan mettano le mani sulle fonti energetiche libiche da cui dipende parte della nostra sicurezza nazionale;

– e, perché no, come salvare il pianeta.

Per fortuna abbiamo un vero statista che continua ad aprirci gli occhi cento volte al giorno sull’unica cosa di cui valga la pena parlare, il vero problema al centro di tutto: spostare il coprifuoco di un’ora.

Vediamo se li riconoscete

Grandissimo Carlo M. Cipolla!

Da “Le leggi fondamentali della stupidità umana” di Carlo M. Cipolla (Pavia, 1922- Pavia, 2000)

– Prima legge fondamentale: “Sempre e inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero di individui stupidi in circolazione”.

– Seconda legge fondamentale: “La probabilità che una certa persona sia stupida è indipendente da qualsiasi altra caratteristica della stessa persona”. In altre parole: troviamo la stessa percentuale di stupidi fra uomini e donne, bianchi e neri, analfabeti e laureati, bidelli e professori e così via. 

– Terza (e aurea) legge fondamentale: “Una persona stupida è una persona che causa un danno a un’altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo una perdita”. Ovvero : lo stupido riesce a fare contemporaneamente male agli altri o a sé stessi. 

– Quarta legge fondamentale: “le persone non stupide sottovalutano sempre il potenziale nocivo delle persone stupide”. 

– Quinta legge fondamentale: “la persona stupida è il tipo di persona più pericoloso che esista”.

Amici miei, le prime tre leggi descrivono perfettamente i tipi di persona nelle foto. 

Le altre due ci esortano a prenderne le distanze. In tutti i sensi.


Ci risiamo

In piena “prima ondata” girò la notizia che nel mio quartiere c’era un caso di coronavirus, e fece scalpore. Adesso sembra che siano positivi il parroco, un parrucchiere, una professoressa di scuola media, hanno chiuso un ristorante e stanno facendo centinaia di tamponi. L’avete presente quell’abusatissimo “non abbassare la guardia”? Occhio…

Pessimi educatori e pessimi educati

Il Coronavirus ha messo ulteriormente in evidenza il crollo della capacità degli adulti di educare e responsabilizzare i giovani, che ha creato generazioni meno attrezzate delle precedenti ad affrontare le difficoltà della vita. Le cause sono diverse, ma non ci vuole un esperto in sociologia per individuarle: abbiamo lasciato che si affermassero modelli di vita improntati al consumismo e all’edonismo, alla mortificazione dell’etica, all’esaltazione della sopraffazione morale e (vedi anche i fatti di questi giorni) fisica, alla ricerca di scorciatoie a qualsiasi costo all’insegna del fine che giustifica i mezzi. L'”Essere” sconfitto dall'”Avere”. Famiglie che si sfasciano troppo facilmente – fiumi senza alveo, che esondano alla prima piena; ex coniugi che si combattono l’un l’altro usando i figli come clave, intanto che cercano di conquistarseli “all’asta” con regali e, se è il caso, andando a schiaffeggiare i professori che hanno osato dargli un voto basso. Non sorprendono quindi le movide a qualsiasi costo in tempo di COVID, ma nemmeno gli anziani che, continuando imperterriti nel ruolo di “piacioni”, le giustificano perché “come fai a negare a un giovane il divertimento del sabato sera”. E ovviamente non sorprendono nemmeno le frasi pronunciate da giovani “bene”. Mi è rimasta impressa quella di una ragazza: “Mi preoccuperò del Corona virus solo quando morirà uno della mia età. In caso contrario, I don’t give a shit”. Pensateci: i bambini italiani nati alla fine dell’800 si fecero la prima guerra mondiale, la spagnola, l’Eritrea, la seconda guerra mondiale con i bombardamenti alleati e tedeschi e la vera fame; e forse pure la lotta partigiana o sul fronte opposto. Nonostante tutto questo, poi ricostruirono l’Italia. Ai giovani di oggi si chiederebbe solo un piccolo sacrificio intelligente, limitato nel tempo e molto meno tragico di quello imposto a quelli della loro età che andavano in guerra, o anche a quelli più piccoli e più anziani che le nottate le passavano in un rifugio antiaereo con le bombe che li venivano a cercare fin sotto terra. Ma chi avrebbe dovuto insegnargli certe cose non lo ha fatto.