Le nascite sono troppo scarse, ma…

Il governo, preoccupato della decrescita demografica, auspica che si facciano più figli. Ma, come pare abbia esclamato Mussolini commentando l’insuccesso della sua campagna demografica, “È PIÙ FACILE COMANDARE A UN POPOLO DI CO****NI CHE AI CO****NI DI UN POPOLO”.

Sorpresa: i miei video raccolti su Youtube

Ho scoperto che i miei video, caricati a più riprese su Youtube – favole per bambini, racconti per… bambini cresciuti, una vecchia filastrocca su Santa Lucia – sono raccolti in un canale Youtube. Non ditemi come è successo perché non lo so, ma se qualcuno si vuole accomodare, prego.

https://www.youtube.com/channel/UCHQH7ef7_GwmG9vbl8btSog?fbclid=IwAR3cmV1igTvfyks_2duU-raDLVeGr9C7TbM4O7MODED4PTLUJg2GQpVAEqM

Ci risiamo

In piena “prima ondata” girò la notizia che nel mio quartiere c’era un caso di coronavirus, e fece scalpore. Adesso sembra che siano positivi il parroco, un parrucchiere, una professoressa di scuola media, hanno chiuso un ristorante e stanno facendo centinaia di tamponi. L’avete presente quell’abusatissimo “non abbassare la guardia”? Occhio…

Pessimi educatori e pessimi educati

Il Coronavirus ha messo ulteriormente in evidenza il crollo della capacità degli adulti di educare e responsabilizzare i giovani, che ha creato generazioni meno attrezzate delle precedenti ad affrontare le difficoltà della vita. Le cause sono diverse, ma non ci vuole un esperto in sociologia per individuarle: abbiamo lasciato che si affermassero modelli di vita improntati al consumismo e all’edonismo, alla mortificazione dell’etica, all’esaltazione della sopraffazione morale e (vedi anche i fatti di questi giorni) fisica, alla ricerca di scorciatoie a qualsiasi costo all’insegna del fine che giustifica i mezzi. L'”Essere” sconfitto dall'”Avere”. Famiglie che si sfasciano troppo facilmente – fiumi senza alveo, che esondano alla prima piena; ex coniugi che si combattono l’un l’altro usando i figli come clave, intanto che cercano di conquistarseli “all’asta” con regali e, se è il caso, andando a schiaffeggiare i professori che hanno osato dargli un voto basso. Non sorprendono quindi le movide a qualsiasi costo in tempo di COVID, ma nemmeno gli anziani che, continuando imperterriti nel ruolo di “piacioni”, le giustificano perché “come fai a negare a un giovane il divertimento del sabato sera”. E ovviamente non sorprendono nemmeno le frasi pronunciate da giovani “bene”. Mi è rimasta impressa quella di una ragazza: “Mi preoccuperò del Corona virus solo quando morirà uno della mia età. In caso contrario, I don’t give a shit”. Pensateci: i bambini italiani nati alla fine dell’800 si fecero la prima guerra mondiale, la spagnola, l’Eritrea, la seconda guerra mondiale con i bombardamenti alleati e tedeschi e la vera fame; e forse pure la lotta partigiana o sul fronte opposto. Nonostante tutto questo, poi ricostruirono l’Italia. Ai giovani di oggi si chiederebbe solo un piccolo sacrificio intelligente, limitato nel tempo e molto meno tragico di quello imposto a quelli della loro età che andavano in guerra, o anche a quelli più piccoli e più anziani che le nottate le passavano in un rifugio antiaereo con le bombe che li venivano a cercare fin sotto terra. Ma chi avrebbe dovuto insegnargli certe cose non lo ha fatto.

Federico, di 8 anni, scrive su Amazon la recensione più bella di “Dieci piccoli gialli 2”

Le copertine di “Dieci piccoli gialli” e “Dieci piccoli gialli 2”, di cui è protagonista il piccolo Francesco “detto Ciccio perché in Sicilia è il diminutivo di Francesco, ma forse anche perché è un po’ cicciottello”, un bambino che da grande vuole fare il commissario di polizia.
E chi ha letto i miei gialli “per grandi”, il cui protagonista è il commissario della Omicidi di Palermo Francesco Mancuso, sa che lo diventerà davvero.