Siamo sicuri che non dovremmo rivedere il concetto di “minorenne”?

A proposito delle violenze verbali e fisiche di ragazzi sugli insegnanti,

(date un’occhiata qui: https://www.facebook.com/rivogliobologna/videos/1338316139645278/ )

tre mie considerazioni.

1) Se si ammette che un trentenne che commette un reato possa risultare alla perizia psichiatrica “non nelle piene facoltà mentali” o “ritardato” e quindi abbia un trattamento più indulgente (cosa giusta), perché non si prende atto del fatto che è vero anche il contrario, e che un diciassettenne che commette un reato (e questi che vediamo documentati SONO reati) possa essere invece “più criminalmente maturo” della sua età, e quindi essere degno di punizioni “più da adulti”? Abbiamo visto bande di quattordicenni che delinquono fino all’omicidio. Vogliamo continuare a considerarli “bambini” fino a 17 anni, 11 mesi e trenta giorni e lasciarli in circolazione a”specializzarsi” ancora di più?
2) Perché non si fa un regolamento di comportamento nazionale, valido per tutte le scuole (sbizzarritevi: telefonini sì/no, alzarsi in piedi quando entra l’insegnante o no, andare alla cattedra solo quando invitati dall’insegnante eccetera) e soprattutto
3) Perché non si installano telecamere nelle classi e nei corridoi? Telecamere che registrano e conservano i filmati per una settimana, senza che nessuno normalmente possa vederli. Dopo una settimana, i vecchi filmati sarebbero cancellati dai nuovi. Così si rispetterebbe la privacy. Ma alunni e professori saprebbero che, se succedesse qualcosa, le registrazioni sarebbero lì per essere visionate. È mai possibile che tante di queste cose si sappiano SOLO “grazie” a… registrazioni fatte dai ragazzi sui loro cellulari ( e quindi a un’altra scorrettezza?) 

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