Per grazia ricevuta

14 febbraio 2012: il nuovo presidente del Consiglio dei ministri Mario Monti ritira la candidatura italiana ai XXXII giochi olimpici del 2020, sulla base di “costi incerti” e “benefici finanziari sconosciuti”.
Vince Tokio. Poi arriva la pandemia e le Olimpiadi vengono rimandate al 2021. Ma la pandemia è sempre in agguato, e mentre i ricavi attesi crollano, i costi schizzano alle stelle: il comitato organizzatore dice che ci vorrà l’equivalente di 13 miliardi di euro, 2,3 miliardi in più del previsto; ma previsioni di terze parti parlano di cifre molto più alte. 
Oggi l’80% dei giapponesi vorrebbe cancellarle, e con loro si schiera persino la famosa testata Asahi Shimbun, che aveva sponsorizzato i giochi ma che evidentemente sa farsi i conti. 
Almeno un motivo “super partes” per ringraziare Monti l’abbiamo, dai.  
Ci ha azzeccato. 

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