Uffa, ‘sta pioggerellina di marzo…

Non so a voi, ma a me la “Pioggerellina di marzo che picchia argentina” eccetera…

Che cosa risponde 
l’umida solinga spiaggia
lambita da placide onde?
“Mi sono annoiata, mannaggia!”
Rivoglio i baci del sole,
Le orme di mille bagnanti…
Quand’è che finiscon le scuole?
Rivoglio i bimbetti urlanti,
Le mamme coi biberon,
La caccia agli amori d’estate 
E quelli via chat sugli Iphon’
Panini e gateau di patate,
Le creme che abbronzano in fretta,
Le occhiate furtive al maschione, 
La donna che scopre la tetta,
Il volo dell’ombrellone,
Gli anziani col loro giornale
Che parlan di tutto e di niente,
“Il medico mi ha tolto il sale”
“Lo sai chi è morto? Clemente”.
Pioggerellina, voglio esser sincera 
Perché io non parlo alle spalle:
Piovendo dall’altroieri sera 
Mi hai proprio spaccato le palle.


Carlo Barbieri

Francia? Pensiamo alla Cina, piuttosto – se ne siamo capaci

Oggi un amico mi ha fatto ridere. Mi ha detto: 
“Non vorrei essere nei panni della nostra ambasciatrice convocata dal Ministero degli Esteri Francese a proposito della dichiarazione di Di Maio, secondo il quale col Franco delle Colonie la Francia si paga il debito pubblico. Mi fa pensare a quando la mia povera mamma era convocata dal preside per i casini che facevo io”. 
Per chi non avesse letto il mio post precedente sull’argomento, la balla era così grossa che persino Di Battista ha ammesso da Fazio – con grande “nonchalance”, buttandola lì quasi per caso – che l’importo dei depositi custoditi in Francia ammonta solo allo 0,5% del debito pubblico Francese. 
La Francia – l’ho detto e lo ripeto – gli affarucci suoi all’estero se li è sempre fatti, e lo sappiamo bene noi con la Libia; ma perché non limitarsi ai solidi fatti, anziché aggiungere sciocchezze che poi diventano boomerang che tolgono forza al ragionamento e squalificano chi le spara, e con lui tutto il Paese?
A proposito, per i pochi che leggeranno: guardate che chi sta veramente ipotecando l’Africa con una politica di colonizzazione diretta, massiccia e pericolosissima è la Cina. I cinesi stanno facendo man bassa di terreni e risorse, creando persino insediamenti da cui gli africani sembra siano estromessi. In silenzio, con efficacia e con quell’occhio lungo che i nostri politici, persi come sono nel loro miope, piccolo presente ombelico-centrico, preoccupato solo del rimanere in sella, non vedono.