COVID 19 e i bambini a passeggio


La circolare del Viminale di ieri 31 marzo recita: “È consentito a un solo genitore camminare con i propri figli minori in quanto tale attività può essere ricondotta alle attività motorie all’aperto, purchè in prossimità della propria abitazione”.  
La mia prima reazione è stata “Giusto! Come si fa a tenere i bambini così a lungo in casa? I cani no e i bambini sì?”
Mi è bastato uscire per andare in farmacia per rendermi conto che la circolare, così come è stata fatta, è un pericoloso passo falso.  
All’andata ho incontrato una mamma con il figlio di nove o dieci anni. Il bambino aveva incontrato un amichetto e ci chiacchierava a distanza ravvicinata – altro che un metro – mentre le mamme si raccontavano i fatti loro da distanza regolamentare. Se uno dei due bambini era portatore asintomatico, può avere trasmesso il virus all’altro che l’ha portato a casa dove infetterà tutti quelli che ci abitano. 
C’è poco da fare: nel nostro paese le restrizioni affidate al semplice buon senso sono destinate a fallire. Figurati se ci sono di mezzo i nostri bambini! Avete presente quanta gente, in tempi di non-COVID, mette i bambini dentro il carrello della spesa? Vagli a fare capire che il pargoletto ha raccolto batteri sui marciapiedi dove altri incivili hanno fatto fare la cacca al proprio cane; e, dal momento che poco dopo userò lo stesso carrello per la mia spesa, mi ritroverò quei batteri nel frigorifero. 
Temo che l’effetto della circolare sia quello di fare abbassare la guardia proprio mentre gli epidemiologi che monitorano la situazione ci dicono che adesso il fronte caldo “è quello delle infezioni fra familiari”. Quelle infezioni che possono portare a casa bambini che hanno fatto la passeggiata in libertà, agevolati da genitori dal cervello chiuso e da circolari ministeriali inadeguate. Non a caso i governatori di Lombardia e Campania – e non solo – stanno facendo il diavolo a quattro.