I cognomi dei genitori

E se invece si prendesse mezzo cognome del padre e mezzo della madre, possibilmente combinato con fantasia? Bombace e Camarda = Bombarda, Barbato e Ranieri = Barbieri, Cogliandro e Barone… no, questo no.

INDIPENDENZA ENERGETICA, PRINCIPI DI MANAGEMENT E GOVERNI INCOMPETENTI 

Grazie a Putin abbiamo realizzato di colpo che l’Italia ha ignorato per molti anni un principio base del management: 
“TANTO PIÙ VITALE PER LA SOPRAVVIVENZA/SVILUPPO È UNA COMPONENTE DELLA PROPRIA ATTIVITÀ, TANTO PIÙ DEVE ESSERE PROTETTA”. 
Nello strategico settore dell’energia bisognava diversificare i partner (“don’t put all your eggs in one basket…”, recita una massima) e puntare al massimo grado di autosufficienza. 
E invece abbiamo messo gran parte dei nostri… “attributi” energetici nelle mani di pochi partner, per di più inaffidabili e persino “candidati nemici”. 
Colpa di politici impreparati, miopi, senza coraggio e ossessionati dalla caccia di consensi a tutti i costi.
Sorvolo sugli ostacoli ideologici e da parrocchietta che hanno ostacolato la realizzazione di opere di enorme interesse pubblico come come TAP (Gasdotto Transadriatico) e rigassificatori – il primo in grado di connetterci al gasdotto Trans-Anatolico portandoci il gas Azerbajano; gli altri necessari per utilizzare gas di provenienza ancora più remota, trasportato per nave in forma liquida. 
Mi limito invece a girarvi la domanda che mi faccio da almeno vent’anni: perché nessun governo ha mai preso semplici misure come
– installare pannelli solari su tutti gli edifici pubblici e industriali, salvo quelli di reale interesse storico;  
– incentivare l’installazione di pannelli solari sugli edifici esistenti, prevedendo anche una legge che modifichi la maggioranza condominiale necessaria per deliberarla, in modo da evitare i tipici ostruzionismi dei classici bastian contrari da assemblea. 
Aiuterebbe a migliorare i nostri cont economici, a evitare inquinanti chimici e pure ricatti di potenze non troppo democratiche.  
Chissà che lo schiaffone di Putin non svegli la nostra politica dal suo letargo. 

Buon San Valentino, Palermo

Palermo.

Bellissima e bruttissima, disoccupata e arrangiosa, rassegnata a sé stessa e indisciplinata… città che vive sul mare a cui ha voltato le spalle e di cui si accorge solo quando va a farsi un bagno a Mondello; città con una spettacolare tradizione gastronomica che corre dietro a chef che fanno finta di rispettarla alla ricerca di improbabili rivisitazioni; patria di cervelli incredibilmente validi che se ne vanno e di governanti e burocrati incredibilmente incapaci che, ahimé, rimangono e che nessuno riesce – o vuole – mandare via; stratificazione di civiltà che si è verificata, al mondo, solo qui: Fenici, Romani, Bizantini, Arabi, Normanni, Angioini, Spagnoli, Borboni, persino Austriaci e Savoiardi, ma pure Ostrogoti e Vandali – e questi ultimi non se ne sono mai andati veramente; dominatori che hanno lasciato sempre qualcosa nelle pietre, nelle parole, nel carattere. Una città che produce spaventosi criminali, ma anche uomini come Falcone e Borsellino. Una città dai sapori forti, che non si dimentica. E in cui si torna, e si continua a tornare, senza sapere esattamente perché. Forse perché quando si ama, si ama e basta. E la ragione non c’entra.

La variante

Sembrava che la mania suicida fosse un virus in grado di colpire solo la sinistra tradizionale; invece ha contagiato anche M5S e Lega. Dev’essere una variante.