Cosa sta succedendo a molti ristoranti?

Avete fatto caso che molti ristoranti e locali che servono aperitivi non sembrano più quelli di una volta, e vi chiedete perché?

Ve lo dico io. 

1 – Questo è facile: i locali hanno avuto una terribile batosta dal COVID; molti hanno aumentato i prezzi per rifarsi dei mancati guadagni, ma anche per tentare di mettere “fieno in cascina” in previsione di un futuro un po’ incerto.  
2 – Qualcuno ha aumentato i margini anche (o “invece”) abbassando i costi delle materie prime – e cioè riducendo la qualità del cibo. Questo è avvenuto soprattutto nella fascia “price-sensitive”, attenta al prezzo: vedi i locali specializzati in aperitivi rinforzati. 
3 – Spesso è cambiato il cuoco. Il COVID ha costretto a licenziamenti (in cucina e in sala), e quando i locali hanno ripreso a funzionare, molti gestori non hanno riassunto i vecchi lavoratori: o perché quelli nel frattempo si erano trovato qualcos’altro da fare o perché costavano troppo… e quelli che costano di più sono proprio i cuochi. 

E noi clienti come l’abbiamo presa questa cosa? 
Beh, l’entusiasmo per la recuperata libertà ci ha fatto chiudere un occhio, e i gestori (un pochino bisogna capirli) l’hanno passata liscia. Man mano che recuperiamo la normalità, torneremo a essere più attenti e i locali che offriranno il miglior rapporto qualità/prezzo staccheranno gli altri. 
Al riguardo ci sono già segnali. Andate a guardare le recensioni su Trip Advisor: vedrete che in molti ristoranti quelle più recenti sono peggiori della media precedente. E questo conferma due cose: 
1) che il rapporto qualità/prezzo è peggiorato e che 
2) i clienti cominciano ad accorgersene.

Gestore avvisato… 

I Piccoli gialli ad Albano Laziale

Bellissimo pomeriggio organizzato dalla libreria Soffiasogni di Albano Laziale. Abbiamo parlato dei miei libri e sono stato piacevolmente bombardato di domande; poi tutti i bambini presenti si sono trasformati in investigatori con tanto di codici da decifrare e lente a infrarossi!

PIF, MI DISPIACE DOVERLO DIRE, È ANCHE BUONO


Oggi bisogna fare attenzione a dire di qualcuno che “è buono”. La persona in questione potrebbe offendersi, vista la fine che hanno fatto i “sani principi” e i “valori morali”, parole impolverate al punto da resistere persino allo swiffer della Littizzetto. 
Il fatto è che di Pierfrancesco Diliberto, in arte – e per gli amici – “Pif”, una volta che ho detto che è intelligente e bravissimo come regista e come attore, mi viene difficile non aggiungere: “…e pure una persona profondamente buona”. Spero che nessuno faccia la spia perché non vorrei che lui si arrabbiasse; ma per me è un pregio. Certo, c’entra il DNA; ma è anche questione di scattìo (per i non-palermitani: “colpo di fortuna”, o meglio “botta di culo”. Ma “scattìo” è un’altra cosa, sembra di sentire il “click” dello scambio ferroviario del caso). Un Diosaperché di cui il DNA non è garanzia: vedi Caino, che aveva lo stesso patrimonio genetico del fratello. 
Che PIF fosse buono sul serio l’ho capito quella volta che si incazzò come una biscia con Crocetta a proposito della mancata assistenza ai disabili. Se qualcuno se l’è perso, cerchi su google “Pif Crocetta”. L’umanità di Pif esonda, sommerge, sarebbe persino capace di far vergognare un politico di lungo corso.  
Lunga premessa, necessaria di questi tempi in cui ogni giorno e in più canali, il conduttore/la conduttrice di turno tira fuori a tradimento il libro scritto da quello che pensavamo fosse un “ospite per caso”, e invece è li per promuovere il proprio libro che ci chiediamo quando ha scritto, visto che il personaggio è sempre in TV. 
Questo “Io posso – Due donne sole contro la mafia” che Pif ha scritto con Marco Lillo – certamente una bella persona anche lui (“Se nun s’assumigghianu nun si pigghianu” – se non si somigliano non vanno d’accordo) è una cosa seria. 
Un gran bel libro che ci mette di fronte alla brutalità e alla vergogna di un sistema criminale che vive di complicità e fiancheggiamenti; ma anche di fronte a quello che il coraggio e la solidarietà sono capaci di fare per scardinarlo. Un libro che ci chiede di continuare sulla strada tracciata da Persone che non cito nemmeno, tanto ci siamo capiti. Un libro i cui diritti vanno interamente ad aiutare le vittime dei soprusi denunciati, facendoci il regalo di potere partecipare meglio che con una fiaccolata a celebrare e incoraggiare la Sicilia del riscatto. 
Che c’è. 
Avete capito perché Pif, e mi dispiace se gli rovino la reputazione, è buono? E pure Marco Lillo?

Grazie Pierfrancesco Diliberto, grazie Marco Lillo. 
Giuro che quelli sotto la maschera sono loro, insieme a Giuseppe Castronovo della Libreria Tantestorie di Palermo.

Per grazia ricevuta

14 febbraio 2012: il nuovo presidente del Consiglio dei ministri Mario Monti ritira la candidatura italiana ai XXXII giochi olimpici del 2020, sulla base di “costi incerti” e “benefici finanziari sconosciuti”.
Vince Tokio. Poi arriva la pandemia e le Olimpiadi vengono rimandate al 2021. Ma la pandemia è sempre in agguato, e mentre i ricavi attesi crollano, i costi schizzano alle stelle: il comitato organizzatore dice che ci vorrà l’equivalente di 13 miliardi di euro, 2,3 miliardi in più del previsto; ma previsioni di terze parti parlano di cifre molto più alte. 
Oggi l’80% dei giapponesi vorrebbe cancellarle, e con loro si schiera persino la famosa testata Asahi Shimbun, che aveva sponsorizzato i giochi ma che evidentemente sa farsi i conti. 
Almeno un motivo “super partes” per ringraziare Monti l’abbiamo, dai.  
Ci ha azzeccato.